PRONTI PER LA PRIMA?

A cura della Dott.ssa Nastasia Gerardi

 

 

Iniziare la scuola primaria è, per il bambino, un momento molto importante.
In questa fase di sviluppo il bambino è chiamato a lasciarsi alle spalle il mondo prettamente infantile, dominato dal gioco, dalla fantasia e dalla creatività, un mondo più libero e meno soggetto a regole contestuali.
Con l’ingresso nella scuola primaria il bambino si ritrova in un contesto nuovo, con regole
nuove, tempi differenti, attività e richieste via via più impegnative. Nella scuola primaria gli
apprendimenti sono più esclusivamente legati al gioco e all’esperienza ma, il bambino, è
chiamato ad apprendere in modo volontario, a dirigere le sue risorse sul compito.

 

Da cos è caratterizzato un sereno inserimento nella scuola primaria?
Per adattarsi facilmente a questo cambiamento il bambino deve possedere una serie di
competenze che, agevoleranno il suo inserimento nel nuovo ambiente scolastico:

  • buona capacità di coordinazione visiva e motoria;
  •  motricità fine e grossa;
  • buone capacità visive e uditive;
  • buona padronanza del linguaggio, sia per ciò che riguarda la comprensione che per quanto riguarda l’espressione;
  • buona memoria;
  • deve essere in grado di prestare attenzione e di mantenerla per intervalli più o meno lunghi;
  • buone capacità relazionali che, attraverso il riconoscimento e il rispetto delle regole del gruppo, gli consentiranno di stabilire nuove relazioni con i compagni.

 

Manifestazioni della difficoltà nell’inserimento
A volte la nuova situazione porta con se delle difficoltà che, possono manifestarsi con stati d’ansia, enuresi, tic, cambi d’umore, … .
Si tratta di manifestazioni per lo più momentanee e che tendono a rientrare spontaneamente via via che il bambino acquisisce maggior sicurezza e stabilità nella nuova situazione.
Qualora però, tali manifestazioni non cessassero, può trattarsi di un disagio più profondo ed è quindi opportuno prestare maggiore attenzione, magari anche attraverso un confronto con la scuola, in modo da collaborare per giungere a comprendere l’origine di tali difficoltà.
In questa fase è anche opportuno escludere la presenza di difficoltà fisiche (es. disturbi uditivi, visivi, …) che possono portare il bambino a
rifiutare e opporsi all’apprendimento perchè, non riuscire, può generare in lui ansia.
Qualora l’origine di tali manifestazioni sia dovuta a deficit neurosensoriali, deficit cognitivi, disturbi del linguaggio o difficoltà socio-culturali è bene consultare uno psicologo o neuropsichiatra infantile al fine di mettere in atto un intervento mirato.

 

DOTT.SSA NASTASIA GERARDI

PSICOLOGA SCOLASTICA E TUTOR DSA E BES